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INTRODUZIONE ALLA PALEONTOLOGIA
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Il Museo di Paleobiologia mette
a disposizione degli appassionati diversi mezzi per scoprire lo straordinario mondo
dei fossili.
Oltre alle principali attività
divulgative viene proposta questa sezione come modo semplice e
diretto per avvicinarsi alle Scienze Paleontologiche e alle loro applicazioni.
La Paleontologia è una disciplina tanto affascinante
quanto poco conosciuta. Spesso infatti si pensa al paleontologo come
a chi si occupa esclusivamente dello studio dei dinosauri. La Paleontologia
è invece una scienza molto più complessa e articolata,
che considera tutti i tipi di reperti fossili: sia animali che vegetali,
di grandi come di piccole dimensioni; persino le tracce fossilizzate
dell'attività biologica (impronte, uova, ecc.) sono ritenute
reperti di grande interesse. Studiando questi resti ci si avventura
nell'abisso di tempi che la mente umana fa persino fatica a quantificare,
conquistando l'accesso ad una enorme mole di informazioni che consentono
non solo di comprendere la storia della vita, ma anche il "funzionamento"
del nostro pianeta.
I cambiamenti ambientali e geografici che si sono succeduti sulla
Terra hanno infatti influito sulle forme di vita del passato, sulle
loro caratteristiche, sulla loro
evoluzione e distribuzione, lasciando attraverso i fossili una traccia
indelebile.
Le rocce sedimentarie, le uniche a contenere questi resti,
costituiscono per questo motivo il più grande "libro" di tutti i tempi,
le cui prime pagine sono state scritte quasi quattro miliardi di anni
fa, con la comparsa delle prime forme di vita.
Il lavoro del paleontologo è quello di fornire una chiave di
lettura di questo immenso "archivio", andando a svelare gli avvenimenti
e le avventure che hanno caratterizzato la storia del nostro pianeta.
Ma come avviene in pratica uno studio paleontologico? Innanzitutto
è di fondamentale importanza la comprensione dei
processi di fossilizzazione,
cioè di tutti quei cambiamenti che a partire da un organismo
animale o vegetale portano alla formazione di un resto fossile.
Il passo successivo riguarda poi la
raccolta e il restauro dei reperti, operazione che può avvenire
in modo molto differente a seconda della natura e delle dimensioni
dei fossili da studiare.
Una volta in possesso dei nostri reperti, siano essi giganteschi dinosauri
o resti di organismi microscopici, il modo in cui si affronterà
lo studio sarà essenzialmente legato allo scopo della ricerca.
I fossili infatti possono essere impiegati
per vari tipi di indagini: per studiare e documentare le tappe dell'evoluzione
della vita (Paleontologia
evolutiva); per datare le rocce che li contengono (Paleontologia
stratigrafica); per ricostruire le variazioni degli ambienti (Paleoecologia)
e del clima (Paleoclimatologia)
nelle ere geologiche passate; per risalire alla presenza e al comportamento
di organismi in base alle tracce della loro attività biologica
(Paleoicnologia)
e infine per ricostruire, attraverso la
Paleobiogeografia, la disposizione delle terre e dei mari nei
vari momenti dell'evoluzione del pianeta.
Una sintesi di tutte le informazioni così raccolte è contenuta
nella "scala cronostratigrafica globale" rappresentata qui accanto;
cliccando su ciascuna delle ere puoi visualizzare i principali eventi
che durante quel periodo hanno caratterizzato la storia del nostro
pianeta.
Inoltre,
se hai dubbi, curiosità, se semplicemente hai trovato un fossile
e ne vuoi conoscere la natura, puoi contattare direttamente i Paleontologi
del Museo cliccando sul logo qui affianco.
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