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PALEOBIOGEOGRAFIA
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La Paleobiogeografia è la disciplina che si occupa della distribuzione geografica degli
antichi esseri viventi e delle cause che ne stanno alla base.
Si tratta di una scienza molto complessa che studia le relazioni fra
l'evoluzione delle specie, i cambiamenti nel tempo delle barriere
geografiche (mari, catene montuose, ecc.) e le variazioni ecologiche
e climatiche che si sono succedute nel corso delle ere.
Una delle applicazioni più importanti di questi studi è
la Paleogeografia, scienza che ha lo scopo di ricostruire i mutamenti della posizione
delle terre durante l'evoluzione del pianeta. Per comprenderne l'importanza
basti pensare al contributo fornito nell'ambito della
teoria della deriva dei continenti.
Già nell' 800, diversi decenni prima di Wegener, vari studiosi avevano osservato come la diffusione di antiche
piante e animali fosse incompatibile con l'idea di una geografia statica e immutabile.
Successivamente, con il perfezionarsi degli studi, alcune delle prove fondamentali arrivarono proprio dall'analisi della
diffusione di specie fossili.
L'esempio più famoso è senz'altro quello di Mesosaurus,
un rettile lungo circa 50 cm che un tempo popolava lagune e paludi
costiere. Resti di Mesosaurus vennero trovati in sedimenti
risalenti a circa 290 milioni di anni fa in corrispondenza delle zone
centro-orientali del Sud America e sulle coste atlantiche del Sud
Africa. La struttura fisica di questo animale non era certamente tale
da consentirgli l'attraversata a nuoto dell'Oceano Atlantico; bisogna
quindi supporre che almeno fino a 290 milioni di anni fa i due continenti
fossero uniti fra di loro, o comunque talmente vicini da permettere
a Mesosaurus di passare senza difficoltà da una costa
all'altra.
Vertebrati terrestri e organismi marini di acque basse sono fra i fossili maggiormente utilizzati per le ricostruzioni
paleogeografiche.
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