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PALEONTOLOGIA EVOLUTIVA
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La Paleontologia ebbe un ruolo fondamentale nel sostegno alle diverse teorie evolutive che a partire dall'800 sconvolsero
il mondo scientifico e culturale. Anche l' "Origine delle specie", elaborata inizialmente da Charles Darwin su osservazioni
di faune e flore contemporanee, trovò prove inoppugnabili nella documentazione fossile, che a quel tempo stava
diventando sempre più ricca e conosciuta.
I fossili rappresentano infatti la testimonianza più diretta
della vita in tempi remoti: costituiscono l'unica prova tangibile dell'evoluzione,
dimostrando senza possibilità di equivoci come gli organismi siano
cambiati nel corso delle ere geologiche.
Anche se ormai è la Genetica a guidare gli studi sull'Evoluzione, la Paleontologia mantiene comunque una funzione
insostituibile.
Oltre ad identificare le relazioni di parentela fra una specie e l'altra, è infatti l'unica scienza in grado di
risalire alla storia e alle dinamiche del processo evolutivo.
Per mezzo dei fossili è infatti possibile documentare la successione di estinzioni e radiazioni adattative che hanno
punteggiato la storia della vita a partire da 3.500 milioni di anni or sono.
L'analisi dei cambiamenti morfologici nelle strutture scheletriche è in grado di evidenziare le tendenze evolutive,
cioè quei processi che hanno portato allo sviluppo di nuovi "piani organizzativi", come ad esempio nel caso
del passaggio dai dinosauri agli uccelli.
Infine, attraverso paleoecologia e paleobiogeografia diventa possibile comprendere le relazioni esistenti
fra l'evoluzione delle forme di vita e i cambiamenti ambientali e geografici che si sono succeduti sul nostro pianeta.
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