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PALEOECOLOGIA e PALEOCLIMATOLOGIA

Dicotiledone Ciascuno degli attuali esseri viventi possiede delle caratteristiche che lo rendono adatto a vivere in un determinato tipo di ambiente.
Certi piante tropicali possiedono ampie fronde adatte a climi caldi e umidi; la struttura scheletrica di alcuni mammiferi (ad esempio i delfini) consente loro di vivere in ambiente acquatico, ecc.
Questa relazione fra caratteristiche degli organismi e ambiente di vita rende possibile le deduzioni su cui si basano paleoecologia e paleoclimatologia.
Il paleoecologo infatti è colui che attraverso lo studio degli organismi fossili, rifacendosi ad affinità con esempi attuali, tenta di risalire ai principali aspetti degli habitat del passato.
Ad esempio, il rinvenimento di intere scogliere coralline fossili in Italia colonia corallina settentrionale ha permesso di capire come milioni di anni fa il clima della nostra penisola fosse molto piùcaldo, del tutto simile a quello delle attuali zone tropicali.
A volte però si rivengono fossili che appartengono a gruppi completamente estinti, che non mostrano somiglianza con alcuno degli organismi attuali. Come si può allora compiere uno studio paleoecologico?
In tal caso si ricorre ad analisi sulla "morfologia funzionale". Si parte cioè dal presupposto che la forma delle strutture scheletriche (denti, arti, morfologia delle conchiglie, ecc.) sia strettamente legata al modo di vita degli organismi, e quindi all'ambiente in cui un tempo vivevano.
Attraverso questo metodo è stato ad esempio possibile ipotizzare quale fosse l'ambiente di vita diBrachiopodi Waagenoconchia abichi, un brachiopode (animale esternamente simile a un bivalve) risalente a circa 270 milioni di anni fa. Le fitte spine poste sulla valva inferiore costituivano probabilmente per l'organismo una sorta di "palafitta", permettendogli di vivere su fondali fangosi senza affondare.



   
Dipartimento del Museo di Paleobiologia e dell'Orto BotanicoUniversità degli Studi di Modena e Reggio Emilia