|
RACCOLTA E RESTAURO
|
 |
|
|
Il ritrovamento di un fossile rappresenta soltanto la
fase iniziale di un lungo lavoro da effettuare dapprima sul terreno e poi
in laboratorio.
Prima di procedere al recupero vero e proprio è importante descrivere con grande attenzione il luogo
del ritrovamento, aiutandosi con fotografie o schizzi a matita e segnando con precisione la posizione di ciascun reperto
nello strato e la sua orientazione rispetto ai punti cardinali.
Il lavoro di scavo può poi essere molto diverso asseconda della natura,
delle dimensioni dei fossili ed del tipo di roccia che li contiene. Nei
casi più semplici, quando la roccia non è molto compatta, l'esemplare
può venir estratto abbastanza facilmente.
Se invece la roccia è molto compatta si usano martelli, piccoli scalpelli, ecc. Il tutto, naturalmente, con
estrema cautela per liberare il fossile senza provocare alcun danno.
Se il resto da estrarre è già danneggiato o molto fragile si deve ricorrere a speciali colle o sostanze
indurenti per rinforzarne la struttura, oppure si costruiscono involucri esterni di sostegno.
Tutti i singoli frammenti che
costituiscono un fossile devono essere raccolti con attenzione per poterlo poi ricostruire in laboratorio.
A volte,a causa delle sue piccole dimensioni, il fossile può essere
riconosciuto direttamente sul terreno con con l'aiuto di una lente (10-15x)
o successivamente al microscopio; in quest' ultimo caso la sua presenza effettiva
potrà essere rivelata solo in laboratorio.
Una volta che l'esemplare è stato rimosso dall'affioramento si può
procedere in laboratorio ad una "pulizia di fino" per liberarlo completamente
dalla roccia inglobante. L'operazione può richiedere molte ore di
lavoro e, se ben compiuta, permetterà di rivelare i più minuti
dettagli dell'organismo. Anche in questo caso la procedura varia in base
al tipo di roccia inglobante. Può essere sufficiente una semplice
pulizia con spazzole, piccole frese, microscalpelli o sottili aghi d'acciaio
o, in altri casi, può essere richiesto l'uso di acidi. Durante questa
fase si ricorre spesso a colle particolari (indurenti o impregnanti) per
aumentare la resistenza delle parti più fragili.
Si procede poi a riattaccare i singoli frammenti che sono stati raccolti
nel corso della campagna di scavo.
Nel caso del recupero di vertebrati si dovranno "riassemblare" le varie
ossa fino a ricostituire lo scheletro. Quasi mai, però, si ha a disposizione
lo scheletro completo, e quindi si dovranno anche riprodurre le ossa mancanti.
Questo momento, che a molti può sembrare la fase finale del lavoro,
costituisce per il paleontologo il punto di partenza di un'indagine scientifica.
Sta proprio a lui ora "riportare in vita" il fossile, identificandolo a
livello specifico (dandogli cioè "nome e cognome"), collocandolo il
più precisamente possibile nel tempo geologico e ricostruendo il suo
ambiente di vita. Solo così, infatti, il lavoro sarà completo.
|
|
|